Tecnologie

L’infrastruttura analitica di Blackfile è costruita attorno alla verifica. Ogni tecnologia viene impiegata per consentire un riscontro indipendente dei fatti, non per aumentare la quantità dei dati consegnati.

L’intelligence è passata da un problema di accesso alle informazioni a un problema di elaborazione. I volumi di dati aperti, registri societari, archivi giudiziari, contenuti mediatici e transazioni blockchain superano ormai di diversi ordini di grandezza le capacità dell’analisi manuale. L’infrastruttura tecnologica di Blackfile ha un obiettivo: ridurre questo volume a un nucleo verificabile, eliminare rumore, duplicati e false corrispondenze e fornire all’analista materiali verificabili attraverso canali indipendenti.

Per principio non consideriamo la tecnologia un sostituto dell’analista. Un sistema automatico può individuare un legame, ma non valutarne il significato, il contesto giuridico e l’attendibilità della fonte. Per questo, le conclusioni finali di un rapporto Blackfile sono sempre formulate da una persona e sottoposte a un controllo interno su più livelli. I dati non confermati non vengono inclusi nel rapporto in nessun caso.

Blackfile non pubblica i nomi delle piattaforme, dei fornitori di dati e delle soluzioni tecniche utilizzate. Rivelare gli strumenti specifici significherebbe rendere noto il metodo e renderlo prevedibile per i soggetti esaminati. Di seguito vengono descritti i principi e le categorie di strumenti, senza indicarne i nomi commerciali.

1 Infrastruttura analitica

Il lavoro segue il protocollo operativo Blackfile-8, che integra intelligence da fonti aperte e umane, analisi finanziaria e tecnica, dati raccolti sul campo, analisi comportamentale, analisi delle criptovalute e previsione dei rischi. Il livello tecnologico supporta ciascuno di questi ambiti e ne consente l’integrazione in un quadro unitario.

2 Gestione dei dati

Il principale problema tecnologico dell’intelligence contemporanea è l’eccesso e la contaminazione dei dati. Omonimi, registrazioni obsolete, false tracce create intenzionalmente, contenuti generati automaticamente ed estrazioni duplicate dello stesso insieme di dati attraverso aggregatori diversi possono alterare completamente il quadro. L’infrastruttura analitica di Blackfile si basa su una pulizia progressiva dei dati, fino a rendere tracciabile l’origine di ogni elemento.

Ogni fatto viene sottoposto a verifiche giuridiche, temporali, tecniche, logiche, delle fonti e incrociate. Un fatto sostenuto da un solo canale viene contrassegnato come non confermato ed escluso dalle conclusioni finali. La regola vale anche quando una versione non confermata appare convincente e favorevole al cliente.

3 Intelligenza artificiale nell’elaborazione dei dati

Blackfile utilizza l’IA nella fase di elaborazione preliminare, quando occorre ridurre rapidamente il volume dei materiali e individuare le priorità della verifica manuale. I metodi automatizzati sono efficaci nella classificazione, nel raggruppamento e nel rilevamento di anomalie in grandi insiemi di dati e vengono impiegati entro questi limiti.

Il risultato di un modello non è un fatto e non viene mai inserito direttamente nel rapporto. Ogni ipotesi generata automaticamente deve essere verificata in modo indipendente dall’analista attraverso la fonte primaria; se questa non viene individuata, l’ipotesi viene scartata. Non utilizziamo modelli generativi per formulare conclusioni, valutazioni e raccomandazioni nei documenti finali: questa responsabilità spetta alle persone e al controllo interno.

Un ulteriore limite riguarda la sicurezza. I materiali del cliente non vengono caricati su servizi esterni pubblici né utilizzati per addestrare modelli di terzi. I dati sensibili vengono elaborati in un ambiente isolato, separato dall’infrastruttura pubblicamente accessibile.

4 Fonti dei dati

Blackfile lavora con fonti lecite. È un limite fondamentale che determina il metodo e il costo: ricostruire il quadro attraverso dati aperti, d’archivio e concessi in licenza è più complesso e costoso rispetto al ricorso a estrazioni illecite, ma soltanto materiali acquisiti in questo modo sono sicuri per il cliente e utilizzabili nel rispetto della legge.

5 Limiti delle attività consentite

Le possibilità tecnologiche non eliminano i limiti giuridici. Di seguito sono elencate le attività che Blackfile non svolge in nessuna circostanza e per nessun compenso. Si tratta di una condizione per l’accettazione dell’incarico.

6 Infrastruttura di sicurezza

Il sistema di sicurezza di Blackfile si basa sul modello Zero Trace: l’operazione non deve lasciare tracce né presso il cliente né presso la struttura. Questo principio incide sull’architettura di conservazione, sui percorsi di trasmissione dei materiali e sul ciclo di vita dei dati di lavoro.

Nei materiali di lavoro il cliente viene identificato da un codice interno; soltanto il responsabile dell’operazione conosce il collegamento tra il codice e la persona reale. I progetti sono isolati: team, infrastruttura, protocolli e nomi in codice separati. I dati di clienti diversi non si incrociano.

7 Controllo qualità

Il processo tecnologico si conclude con un controllo umano. Prima della consegna al cliente, ogni materiale supera tre livelli di verifica: responsabile del reparto, analista senior e responsabile della sicurezza. Si controllano la logica delle conclusioni, la correttezza delle formulazioni, la valutazione dei rischi e l’assenza di informazioni che possano creare vulnerabilità per il cliente.

Viene valutata separatamente la presenza di contenuti superflui: dal rapporto vengono escluse le informazioni che non servono all’incarico ma aumentano la sensibilità del documento. Un rapporto Blackfile deve essere sufficiente per prendere una decisione e al contempo sicuro da conservare per il cliente.